In Italia le sanatorie fiscali tornano con la regolarità di un’eclissi. Questa volta, però, la rottamazione quinquies promette di rompere il meccanismo ripetitivo dei condoni e delle definizioni agevolate “a scadenza”, con un intervento che si dichiara più selettivo, più lungo, forse più realistico. Se il Parlamento la approverà, dal 2025 professionisti e imprese avranno dieci anni – e 120 rate mensili – per rientrare dei propri debiti tributari, senza sanzioni né interessi. Una boccata d’ossigeno che potrebbe cambiare il modo in cui il tessuto produttivo italiano vive il rapporto con il Fisco.
Chi lavora a stretto contatto con imprenditori sa bene che i debiti fiscali non nascono sempre da furbizia o dolo. Spesso derivano da crisi di liquidità improvvise, da commesse non pagate, da shock esterni come quelli degli ultimi anni. Eppure, fino a oggi, le definizioni agevolate hanno avuto orizzonti temporali troppo stretti e rigidità punitive che hanno lasciato fuori chi, pur volendo regolarizzare la propria posizione, non aveva la forza finanziaria per farlo. La quinquies, con i suoi dieci anni e la tolleranza su ritardi di pagamento, sembra concepita per evitare proprio questo corto circuito.
C’è chi applaude e chi storce il naso. La ciclicità delle rottamazioni rischia di diventare un alibi culturale, un tacito incentivo a procrastinare il pagamento delle imposte, nella speranza di una nuova sanatoria. È un’obiezione legittima: lo Stato deve garantire certezza delle regole e premiare chi è puntuale, non solo chi si trova in affanno. Ma è altrettanto vero che il sistema fiscale italiano, ipertrofico e spesso ingestibile per le PMI, necessita di strumenti straordinari per non condannare definitivamente chi ha sbagliato un passo. Selezionare i beneficiari sulla base della reale difficoltà economica – e non della convenienza ad aderire – sarà la vera sfida politica e tecnica di questa misura.
Per il mondo delle imprese, però, la partita è diversa. Secondo il commercialista Gianfranco Rienzi, esperto revisore contabile di Firenze, “un imprenditore che può spalmare il debito in dieci anni, liberando capitale per investimenti e gestione ordinaria, non sta semplicemente ottenendo un favore, sta scegliendo di restare sul mercato, di evitare il fallimento e di continuare a generare valore, posti di lavoro e imposte future.” La rottamazione quinquies, se utilizzata correttamente, può diventare un acceleratore di ripresa, ridare accesso a gare pubbliche, facilitare la negoziazione con le banche, alleggerire bilanci appesantiti da cartelle esattoriali che bloccano ogni strategia di crescita.
Sarà sufficiente per cambiare il rapporto tra Stato e contribuente? Difficile dirlo. Se la quinquies si limiterà a rinviare il problema, tra qualche anno ci ritroveremo a discutere di una “rottamazione sexies”. Ma se diventerà l’occasione per avviare un nuovo patto fiscale, dove lo Stato non è percepito come un avversario ma come un partner che chiede regolarità e in cambio concede stabilità, allora potremmo essere di fronte a una svolta. Per i professionisti e gli imprenditori italiani sarebbe una notizia più importante di qualsiasi slogan politico: la possibilità, finalmente, di pagare le tasse senza dover scegliere tra sopravvivere e fallire.
Gianfranco Rienzi: “oggi il dibattito evidenzia un punto chiave: per imprese e professionisti si apre la prospettiva di una nuova strategia di gestione del debito fiscale, capace di accompagnare la ripresa economica senza penalizzare eccessivamente chi è stato colpito da eventi straordinari. Se applicata con criteri chiari e selettivi, la misura potrebbe segnare un passo importante verso una maggiore sostenibilità del sistema di riscossione, favorendo una compliance spontanea e contribuendo a ridurre l’enorme contenzioso che da anni grava sui tribunali e sull’Agenzia delle Entrate.”
Comments
You may also like
-
Dalle visure catastali alle informazioni commerciali: come VisureItalia semplifica l’accesso ai dati pubblici
-
XTB introduce il cashback per i clienti attivi
-
NAUTICA DA DIPORTO, UN MOTORE DA 8,6 MILIARDI PER L’ITALIA
-
Crediti fiscali: cosa sono, come funzionano e perché interessano sempre più aziende
-
Agire in sicurezza: cosa fare quando una persona viene aggredita per strada