Archivio della categoria: Economia

Istruzioni 730: di cosa si tratta e come effettuare la compilazione

Il modello 730 è dedicato alla dichiarazione dei redditi di coloro che hanno un posto di lavoro come dipendenti oppure dei pensionati. Questa nuova metodologia di dichiarazione dei redditi deve essere scelta anche da coloro che hanno un lavoro autonomo ma ai quali non è richiesta l’apertura di una partita IVA, dai redditi di terreni, fabbricati e capitale, dai redditi che sono assoggettabili alla tassazione separata.

L’introduzione del modello 730 ha comportato innumerevoli vantaggi. Il modello 730 infatti:

  • Consente a dipendenti e pensionati di non dover più effettuare complessi calcoli in modo autonomo
  • Offre la possibilità di ottenere il rimborso dell’imposta nella busta paga oppure nella pensione
  • Consente di vedere trattenute in modo diretto le somme da dover versare nella busta paga o nella pensione
  • Offre la possibilità di effettuare un’unica dichiarazione dei redditi per i coniugi, in forma quindi congiunta

Si tratta di insomma di un modo per effettuare la dichiarazione dei redditi molto più semplice rispetto al passato e molto più pratico.

Istruzioni 730: dove effettuare la dichiarazione dei redditi con questo modulo? Coloro che devono effettuare al dichiarazione dei redditi con il modulo 730 possono farlo in prima persona utilizzando il sito internet dell’Agenzia delle Entrate dove sono presenti anche moduli precompilati davvero di semplice utilizzo. Coloro che devono effettuare la dichiarazione con il modulo 730 possono farlo però anche tramite Sostituto d’imposta, tramite un CAF oppure tramite un professionista abilitato a questo genere di operazioni, come un commercialista ad esempio, un esperto contabile, un consulente del lavoro o anche un avvocato o revisore legale. La scelta dipende solo ed esclusivamente da voi e da ciò che ritenete più pratico.

Fare affidamento su un CAF o su un professionista è sicuro? Questa è senza alcun dubbio una delle domande che la maggior parte di voi si sta ponendo. Assolutamente sì, anche perché ormai tutti si sono dotati di specifici software che consentono una compilazione semplice e senza alcun tipi di errore della dichiarazione dei redditi ed un invio sicuro. Inoltre nel caso di problemi ed errori, è sempre possibile fare di nuovo affidamento sul professionista scelto così da poter rettificare la propria dichiarazione dei redditi in modo semplice e veloce. Entrando un po’ più nello specifico, se l’errore è stato commesso dal professionista possibile inviare un modello 730 rettificativo mentre se l’errore è stato commesso invece dal contribuente è possibile inviare un modello 730 integrativo oppure un modello REDDITI PF.

Marco Zoppi: Svizzera e l’utilizzo del trust familiare

Il Trust Familiare è uno strumento di ottimizzazione fiscale e di investimento fondamentale per porre il patrimonio conferito al riparo dalle rivalse di eventuali creditori, anche se corrispondenti ad istituzioni statali e parastatali, e per ottenere benefici di carattere fiscale e finanziario da riservare al beneficiario dell’investimento. In un trust familiare possono essere conferiti beni di qualsiasi natura, dai patrimoni monetari a quelli immobiliari, dai titoli azionari alle partecipazioni aziendali, dalle opere d’arte fino a proprietà di qualsiasi genere.

Il Trust, negozio finanziario di origine anglosassone, diffusosi in Italia solo in tempi relativamente recenti, è un istituto fondato sulla fiducia: il rapporto che lega il disponente al trustee, infatti, prevede da parte dell’investitore la momentanea rinuncia alla titolarità del possesso dei beni conferiti nell’investimento, che vengono affidati in toto alla gestione più o meno autonoma del fiduciario, con lo scopo di ottenere da essi un vantaggio economico futuro.

 

Marco Zoppi, il ruolo del trust in svizzera

In Svizzera il Trust è già da tempo uno degli strumenti più utilizzati dai Family Office per provvedere alla protezione e alla capitalizzazione dei beni appartenenti a famiglie benestanti in previsione di un periodo di difficoltà economica e politica. All’interno del territorio elvetico, questo negozio è riconosciuto dai risparmiatori stessi come un elemento fondamentale nel più ampio contesto della pianificazione patrimoniale, dell’ottimizzazione fiscale, della protezione del patrimonio e della tutela della privacy.

Riconosciuto già da una decina di anni dalla Legge Svizzera, che nel corso del 2007 ha ufficialmente ratificato le disposizioni sancite dalla Convenzione dell’Aia sui Trusts del 1 Luglio 1985, il Trust è in realtà già da molti decenni uno degli strumenti più utilizzati ed apprezzati dagli istituti di credito operativi nel territorio elvetico: spesse volte, infatti, questi ultimi sono stati chiamati a gestire patrimoni immobiliari affidati alla gestione di fiduciari di origine anglosassone, nell’interesse di beneficiari esterni.

In Italia il Trust, in tutte le sue accezioni, è stato legalmente riconosciuto già nel 1989, stentando però lungamente ad affrancarsi dall’immagine di strumento di elusione fiscale attribuita a questo istituto dal senso comune: oggi, grazie anche all’opera di propaganda compiuta da alcune tra le più eminenti personalità del mondo della Finanza, il Trust è diventato l’istituto di riferimento per la trasmissione patrimoniale familiare, per la tutela dei patrimoni dei soggetti deboli, per il pagamento dei creditori e per molte altre operazioni finanziarie.

 

L’applicazione del trust in Italia

Sia in Svizzera che in Italia il Trust è soggetto ad imposte di successione, di reddito e di donazione, e alla ritenuta. I Trust aperti in Svizzera e non intestati a risparmiatori autoctoni devono essere denunciati al Fisco dello Stato di origine del disponente e sono soggetti a specifica tassazione.

In Italia, così come nel territorio elvetico, il Trust familiare può essere Revocabile o Irrevocabile: solo nel primo caso il disponente dell’istituto può concordare di volta in volta con il fiduciario le modalità di gestione del capitale conferito nel titolo.

 

Portabandiera della campagna di sensibilizzazione dei risparmiatori sui vantaggi resi possibili dall’impiego del Trust, Marco Zoppi ha più volte sottolineato il suo parere riguardo al Trust, identificando in questo istituto uno strumento irrinunciabile nell’ottica dell’ottimizzazione fiscale e definendolo come punto di riferimento per la valorizzazione e la gestione di patrimoni monetari ed artistici, oltre che per la gestione successoria familiare ed aziendale.

Redditometro 2013: è guerra tra giudici tributari e Fisco

Si è sentito parlare molto di redditometro negli ultimi mesi, e sempre più accese sono le polemiche a riguardo che nascono principalmente a tutela della privacy dei cittadini e non solo.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo innanzitutto cos’è il redditometro.
Si parla di uno strumento ideato dall’Agenzia delle entrate che serve a verificare essenzialmente se ogni contribuente dichiara “il vero” per quanto riguarda il proprio reddito.
Questo viene fatto raccogliendo alcuni dati tra cui, per l’appunto, la dichiarazione dei redditi fatta dal cittadino e le spese che questo ha sostenuto durante l’anno. Se quest’ultime dovessero superare la cifra dichiarata del 20% per una cifra superiore a 12.000 il contribuente sarà chiamato a giustificare, con ricevute e scontrini, le spese effettuate e rientranti in determinate categorie.
Se tali giustificazioni non fosse presentate oppure ritenute valide, il Fisco procederà a controlli approfonditi su entrate ed uscite del soggetto.
Il primo punto che è stato contestato da più parti è il fatto che considerando che tali calcoli vengono effettuati secondo le medie Istat sulle spese complessive delle famiglie italiane, difficilmente la “giustificazione” potrà essere all’altezza di quest’ultime. In secondo luogo c’è la questione della privacy sulla quale si è battuto per primo il Tribunale di Napoli a seguito di un ricordo fatto da un pensionato che si è trovato a dover giustificare le spese mediche dovute ad una grave malattia.
Di recente anche i giudici tributari di Reggio Emilia hanno definito il redditometro anticostituzionale e quindi non applicabile, questo sempre perché il redditometro prevede una violazione della Carta dei diritti fondamentali della Ue.
Ovviamente l’Agenzia delle Entrate non ha perso tempo e ci ha tenuto a precisare che le suddette sentenze faranno capo solo ai singoli casi e che la privacy dei cittadini non è in alcun modo violata.