Archivio mensile:Marzo 2013

Bandi, prestiti e finanziamenti per le imprese

 

Con il presente contributo, vogliamo mettere in evidenze le tre forme di finanziamento per le imprese disponibili e soprattutto vedere come queste forme, in piena crisi economica e recessione, vengono attuati.

Con il termine “prestiti” si intende un credito erogato da un istituto di credito (una banca piuttosto che un istituto privato) ad un richiedente in cambio della restituzione della stessa cifra più interessi con pagamenti mensili, bimestrali, trimestrali, semestrali o annuali (in genere quasi sempre mensili).

Ottenere un prestito da una banca da qualche anno, sia come prestito d’impresa che come prestiti personali, è praticamente impossibile visto che, da un lato, le banche italiane tendono a non concedere prestiti per paura di mancate restituzioni e dall’altro per via di tassi di interesse troppo elevati le imprese (e le persone fisiche) tendono a rinunciare.

Diverso, invece il concetto di prestito da istituti di credito privati che tuttavia erogano somme di denaro (fino ad un certo tetto massimo e al verificarsi, ovviamente, di certe condizioni di garanzia) a tassi di interesse abbastanza elevati.

Invece, il concetto di “bandi e finanziamenti” o “contributi per le imprese” riguarda un aspetto diverso dalla “finanza ordinaria”.

Infatti, parliamo in questo caso di “finanza agevolata” ossia uno strumento in grado di erogare tramite bandi statali piuttosto che dell’UE o delle regioni delle cifre più o meno consistenti alle imprese esistenti e a nuove imprese (start up ossia creare nuove attività imprenditoriali)in genere nella doppia forma di:

– finanziamenti a fondo perduto (percentuale che varia in genere dal 40% al 60% della spesa ammissibile);

– finanziamenti agevolati ad un tasso nominale (e spesso senza garanzie) molto basso (da qui la definizione di “finanziamento agevolato”.

Detto ciò, possiamo puntualizzare dicendo che negli ultimi 3 anni moltissime sono state le richieste di finanziamenti per le imprese soprattutto nello start-up (agenzie nazionali come Sviluppo Italia piuttosto che Invitalia sono le principali conosciute) e la richiesta di prestiti e contributi agevolati e a fondo perduto per lo sviluppo imprenditoriale da parte di imprese.

Se da una parte abbiamo una “finanza classica” o “ordinaria” ormai poco sfruttata per vari motivi, ben noti a tutti, dall’altra abbiamo uno strumento valido come la “finanza agevolata” capace di aiutare concretamente le imprese italiane con contributi ed incentivi.

I segreti del puzzle marketing

 

I puzzle personalizzati con foto, immagini o loghi sono entrati prepotentemente a far parte di tutti quei gadget che vengono confezionati per le aziende per poter promuovere il loro marchio. Per questo motivo è stato coniato il termine di puzzle marketing, proprio per distinguerlo dal resto dei gadget personalizzati.
Oggi grazie all’evoluzione della stampa digitale i costi associati alla realizzazione di questo genere di gadget sono notevolmente diminuiti, così come il costo dei foto puzzle acquistabili online, il che permette di sfruttare un canale di comunicazione per la pubblicità che per il fatto di non essere ancora diffuso può generare molta curiosità ed allo stesso tempo interesse verso il brand che vogliamo promuovere.
Facendo una rapida ricerca sul web possiamo trovare siti come quello di Venus Puzzle che propongono questo tipo di servizio, con la possibilità di personalizzare un puzzle con una foto scelta da noi in brevissimo tempo, giusto quello di caricare la foto e completare l’ordine, ed avere direttamente a casa il puzzle personalizzato con la foto prescelta, completo di scatola anch’’essa personalizzata.
Il puzzle personalizzato può essere visto dall’azienda come un modo per arrivare al cuore del cliente con più rapidità, per via del senso di gioco che trasmette il rompicapo da ricostruire, un modo veramente originale per presentarsi come un’azienda che riesca a far combaciare tutto alla perfezione esattamente come le tessere di un puzzle.
Il puzzle marketing può avere tantissime applicazioni, dall’associazione ad una presentazione di un evento importante, alle vesti di regalo per i propri dipendenti, oppure come regalo di benvenuto o come premio di lunga data per i propri clienti, in modo da fidelizzarli con una mossa del tutto originale.
Naturalmente il puzzle marketing può essere visto anche dalla parte opposta, ovvero da quella di un’azienda che propone questo servizio ai propri clienti, che possono sfruttarlo sia per puro piacere personale, sia per trovare spunti ed idee per fare un regalo originale alle persone che conoscono.
In sostanza il puzzle marketing sembra proprio essere un settore in forte crescita, e la continua evoluzione tecnologica che porta sempre più verso il digitale sembra dargli man forte.

Dipendenti privati, i requisiti per accendere ad una pratica di cessione del quinto stipendio

 

Grazie alle modifiche normative introdotte dal decreto legge nel marzo 2005 anche dipendenti privati hanno la possibilità di accedere al prestito con cessione del quinto del proprio stipendio. Fino ad allora la possibilità di utilizzare la cessione del quinto come forma di finanziamento con rimborso in busta paga era solo un beneficio dei dipendenti pubblici. Sempre dal 2005 le modifiche normative al testo unico hanno previsto l’accesso al credito anche ai pensionati che possono, così, alla stregua dei dipendenti privati e pubblici, richiedere un prestito e ripagarlo mediante formula di rimborso dalla pensione ricevuta.

 

La cessione del quinto diventa così una valida alternativa di prestito per garantire a tutti nuova liquidità ad un tasso agevolato. Oltre al tasso fisso previsto dalla pratica di cessione del quinto, altri vantaggi riguardano l’importo della rata predeterminata e costante per tutta la durata del finanziamento, il rimborso diretto in busta paga o pensione, la possibilità di richiedere un prestito senza la necessità di presentare garanzie accessorie. Data la particolarità del prodotto, però, la concessione del prestito ai dipendenti privati è successiva alla presenza comprovata, da parte della società che elargisce il prestito, di alcuni requisiti fondamentali, legati essenzialmente alla propria persona o alla propria posizione lavorativa. Tra questi l’assunzione del richiedente con contratto a tempo indeterminato, l’esistenza di un minimo di anzianità di servizio già maturato, l’assolvimento degli obblighi di leva, la mancata sospensione dal lavoro, ancora, la sana costituzione fisica o comunque il non essere in stato di malattia, aspettativa o gravidanza. Per i pensionati, invece, è sufficiente essere titolari di una pensione (di anzianità, vecchiaia, invalidità), che verrà comunque analizzata in sede di consulenza prima di decidere per l’approvazione di un prestito in forma di cessione del quinto.


Net Generation: bandi specifici per sviluppare imprese via web

 

Che la futura generazione sia decisamente una “net generation” ne siamo ormai certi, quello che invece ci stupisce è la presenza di bandi per la tecnologia via web emanati e di prossima uscita per sviluppare imprese via web.
Bandi e web: un modo dedicato per sviluppare nuove economie grazie alla finanza agevolata.
Infatti, per le imprese della Lombardia anche se scaduto il 31 dicembre del 2012 (ma siamo sicuri che questo e altri bandi della regione Lombardia ben presto verranno nuovamente aperti) era stato “creato” un bando denominato proprio “Lombardia Net Generation” mediante il quale era possibile ottenere un contributo a fondo perduto fino a un massimo di Euro 12.000 per lo start up di nuove idee imprenditoriali innovative ma soprattutto sviluppate via web.
E non solo.
Infatti anche la regione Toscana ha emanato un bando “tecnologico” con scadenza il 31 dicembre del 2013 denominato “Toscana Innovazione”.
Il suddetto bando della regione Toscana permette di apportare un capitale di rischio (anche fino al 100%) con lo scopo di favorire l’insediamento ovvero la nascita di imprese ad alto/altissimo contenuto tecnologico.
Come ben si evince da questi due bandi, si va sempre più verso una generazione tecnologica e almeno da questo punto di vista il nostro paese sta cercando di colmare il gap che ci separa con gli altri paesi europei.