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Bandi, prestiti e finanziamenti per le imprese

 

Con il presente contributo, vogliamo mettere in evidenze le tre forme di finanziamento per le imprese disponibili e soprattutto vedere come queste forme, in piena crisi economica e recessione, vengono attuati.

Con il termine “prestiti” si intende un credito erogato da un istituto di credito (una banca piuttosto che un istituto privato) ad un richiedente in cambio della restituzione della stessa cifra più interessi con pagamenti mensili, bimestrali, trimestrali, semestrali o annuali (in genere quasi sempre mensili).

Ottenere un prestito da una banca da qualche anno, sia come prestito d’impresa che come prestiti personali, è praticamente impossibile visto che, da un lato, le banche italiane tendono a non concedere prestiti per paura di mancate restituzioni e dall’altro per via di tassi di interesse troppo elevati le imprese (e le persone fisiche) tendono a rinunciare.

Diverso, invece il concetto di prestito da istituti di credito privati che tuttavia erogano somme di denaro (fino ad un certo tetto massimo e al verificarsi, ovviamente, di certe condizioni di garanzia) a tassi di interesse abbastanza elevati.

Invece, il concetto di “bandi e finanziamenti” o “contributi per le imprese” riguarda un aspetto diverso dalla “finanza ordinaria”.

Infatti, parliamo in questo caso di “finanza agevolata” ossia uno strumento in grado di erogare tramite bandi statali piuttosto che dell’UE o delle regioni delle cifre più o meno consistenti alle imprese esistenti e a nuove imprese (start up ossia creare nuove attività imprenditoriali)in genere nella doppia forma di:

– finanziamenti a fondo perduto (percentuale che varia in genere dal 40% al 60% della spesa ammissibile);

– finanziamenti agevolati ad un tasso nominale (e spesso senza garanzie) molto basso (da qui la definizione di “finanziamento agevolato”.

Detto ciò, possiamo puntualizzare dicendo che negli ultimi 3 anni moltissime sono state le richieste di finanziamenti per le imprese soprattutto nello start-up (agenzie nazionali come Sviluppo Italia piuttosto che Invitalia sono le principali conosciute) e la richiesta di prestiti e contributi agevolati e a fondo perduto per lo sviluppo imprenditoriale da parte di imprese.

Se da una parte abbiamo una “finanza classica” o “ordinaria” ormai poco sfruttata per vari motivi, ben noti a tutti, dall’altra abbiamo uno strumento valido come la “finanza agevolata” capace di aiutare concretamente le imprese italiane con contributi ed incentivi.

Dipendenti privati, i requisiti per accendere ad una pratica di cessione del quinto stipendio

 

Grazie alle modifiche normative introdotte dal decreto legge nel marzo 2005 anche dipendenti privati hanno la possibilità di accedere al prestito con cessione del quinto del proprio stipendio. Fino ad allora la possibilità di utilizzare la cessione del quinto come forma di finanziamento con rimborso in busta paga era solo un beneficio dei dipendenti pubblici. Sempre dal 2005 le modifiche normative al testo unico hanno previsto l’accesso al credito anche ai pensionati che possono, così, alla stregua dei dipendenti privati e pubblici, richiedere un prestito e ripagarlo mediante formula di rimborso dalla pensione ricevuta.

 

La cessione del quinto diventa così una valida alternativa di prestito per garantire a tutti nuova liquidità ad un tasso agevolato. Oltre al tasso fisso previsto dalla pratica di cessione del quinto, altri vantaggi riguardano l’importo della rata predeterminata e costante per tutta la durata del finanziamento, il rimborso diretto in busta paga o pensione, la possibilità di richiedere un prestito senza la necessità di presentare garanzie accessorie. Data la particolarità del prodotto, però, la concessione del prestito ai dipendenti privati è successiva alla presenza comprovata, da parte della società che elargisce il prestito, di alcuni requisiti fondamentali, legati essenzialmente alla propria persona o alla propria posizione lavorativa. Tra questi l’assunzione del richiedente con contratto a tempo indeterminato, l’esistenza di un minimo di anzianità di servizio già maturato, l’assolvimento degli obblighi di leva, la mancata sospensione dal lavoro, ancora, la sana costituzione fisica o comunque il non essere in stato di malattia, aspettativa o gravidanza. Per i pensionati, invece, è sufficiente essere titolari di una pensione (di anzianità, vecchiaia, invalidità), che verrà comunque analizzata in sede di consulenza prima di decidere per l’approvazione di un prestito in forma di cessione del quinto.